Il Convento
La storia
Intorno all’anno 739 risale la fondazione del convento, con l’aiuto di San Bonifacio. È dunque uno dei monasteri benedettini più antichi di tutta la Baviera. Dopo la distruzione ad opera degli Ungari nell’anno 955, venne ricostruito con il sostegno di San Ulrico di Augusta. Nel 1031, l’insediamento venne affidato ai monaci Benedettini di Tegernsee.
Il convento ha vissuto un lungo periodo di attività, dove scuola, arte e scienza, cura del paesaggio, hanno contribuito allo sviluppo locale.
Intorno a 1250, la biblioteca conventuale possedeva circa 250 scritture. Il più celebre tra questi manoscritte è senza dubbio quello contenente i “Carmina Burana”, la raccolta più significativa di canti secolari e religiosi del Medioevo. Purtroppo, come sia stata scritta – e da chi – e in che modo sia pervenuta al convento, non è ancora stato appurato in maniera definitiva; essa comunque é diventata famosa in tutto il mondo grazie all’adattamento musicale che ne diede Carl Orff nell’alnno 1937.
Nel 1490, un grande incendio distrusse gli edifici conventuali centrali. Dopo la Guerra dei Trent’Anni, venne di nuovo ristrutturato e messo in condizioni di proseguire la propria missione. Il liceo con indirizzo musicale, matematico e botanico venne aperto per la prima volta e vi si aggiunse un istituto superiore teologico della congregazione benedettina bavarese. Scienziati significativi come padre Karl Meichelbeck († 1734), lo storico e padre Aegidius Jais († 1822), educatore e teologo pastorale, hanno rafforzato la vocazione del convento come luogo di vita religiosa, di formazione culturale e di scienza.
Il complesso conventuale barocco
Il complesso conventuale barocco è stato innalzato nell’anno 1669. I maggiori artisti dell’epoca, quali ad esempio Georg Asam, Johann Baptist Zimmermann, Johann Michael Fischer, Ignaz Günther, Johann Michael Feuchtmayer, hanno contribuito a delineare l’attuale fisionomia del convento.
L’edificio adibito ad economato – il “Maierhof” – realizzato nel decennio 1708-1718, era considerato una delle fattorie più grandi, per dimensioni, del periodo barocco: un esempio di centro agricolo monastico di vaste proporzioni ed un modello dell’architettura funzionale dell’epoca.
L’abolizione del convento
La laicizzazione dei beni ecclesiastici del 1803 ha posto fine all’attività benefica millenaria dei Benedettini a Benediktbeuern. Il convento è diventato secolare ed è passato in mano ai privati. Dal 1808 al 1818, il ricercatore Joseph von Fraunhofer ha lavorato negli spazi ormai privati della sacralità monastica. Nel 1819, il convento divenne di proprietà statale e gli edifici furono variamente adattati a caserma, maneggio per la cavalleria militare, ospizio per invalidi, prigione, istituto di guarigione per soldati.
La vita monastica inizia di nuovo
Nell’anno 1930, comincia una nuova pagina nella storia del convento: la comunità dei Salesiani di Don Bosco, infatti, acquista il complesso conventuale. Vengono iniziati importanti lavori di restauro e di conservazione delle antiche strutture, che proseguono fino al giorno d’oggi; gli edifici sono stati così salvati dal decadimento ed al loro interno è rifiorita la vita religiosa e spirituale. Conformemente all’incarico ricevuto dal loro fondatore, il sacerdote ed educatore della gioventù S. Giovanni Bosco (1815-1888), i Salesiani hanno trasformato il monastero in un centro di formazione religiosa, scientifica ed educativa al servizio dei giovani.
Due facoltà si trovano oggi nel convento. Alla facoltà di filosofia e teologia, con baricentri di pastorale giovanile ed etica ambientale, gli studenti possono accedere a tutti i gradi accademici. All’academica tecnica per scienze sociali vengono addestrati lavoratori sociali.
Con il centro per l’ambiente e cultura, che ha la sua sede nell’ex “Maierhof”, la comunità salesiana offre un contributo importante alla responsabilità cristiana verso tutto il creato. La protezione della natura, la cura dei paesaggi, le aree naturalistiche attrezzate con sentieri didattici e biotopi, un giardino per la meditazione ed un vivaio, oltre ad escursioni guidate, consentono ai giovani di avere un’esperienzia immediata con il mondo della natura. La conservazione di questo valore e l’educazione alla cultura ecologica sono altresì promosse in apposite aree congressuali, dove si ha la possibilità di svolgere seminari, accogliere gli ospiti e svolgere tutto il lavoro educativo.














